Il tema dell’abitare riveste un ruolo essenziale, perché definisce la sfera in cui si realizza l’alternativa all’istituzionalizzazione per le persone non autonome. Dare la possibilità alle persone con disabilità anche grave, di vivere nel luogo in cui desiderano, in cui si identificano e possano coltivare le relazioni, è un obiettivo della Regione Friuli-Venezia Giulia, perseguito attraverso un apparato normativo per favorire e rendere sostenibili economicamente sperimentazioni alternative all’istituzionalizzazione in cui la dimensione dell’abitare si estende dalla dimensione domestica alla dimensione di quartiere (o del paese) per evitare fenomeni di emarginazione e garantire una piena inclusione della persona.
Se già la Costituzione italiana garantisce nei principi fondamentali la dignità sociale di tutti gli uomini, la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, grazie alla sua formulazione giuridica vincolante che impegna gli Stati membri a realizzare le condizioni per evitare forme di discriminazione e di emarginazione, per assicurare l’inclusione di tutte le persone, ha portato un decisivo cambio culturale e a costruire i presupposti per superare la stagione di stigmatizzazione e segregazione delle persone con disabilità, in modo tale che il riconoscimento della piena dignità della persona, dei suoi talenti e del suo potenziale di sviluppo umano trovino le condizioni per concretizzare quei principi incontrovertibili che rischiano talvolta di restare inapplicati.
Il tema dell’abitare, in questo contesto, riveste un ruolo essenziale, perché definisce la sfera in cui si realizza l’alternativa all’istituzionalizzazione per le persone non autonome, dimensione medica fino a pochi anni fa ritenuta la condizione unica e inevitabile per garantire la cura. L’abitare possiede una dimensione terapeutica riconosciuta oramai in maniera unanime perché rende possibile l’assistenza con il coordinamento dei servizi, favorisce la dimensione sociale e relazionale delle persone oltre a garantire il mantenimento della memoria e dell’identità.
Dare la possibilità alle persone con disabilità anche grave, di vivere nel luogo in cui desiderano, in cui si identificano e possano coltivare le relazioni, è un obiettivo della Regione Friuli-Venezia Giulia, perseguito attraverso un apparato normativo per favorire e rendere sostenibili economicamente sperimentazioni alternative all’istituzionalizzazione in cui la dimensione dell’abitare si estende dalla dimensione domestica alla dimensione di quartiere (o del paese) per evitare fenomeni di emarginazione e garantire una piena inclusione della persona.
Il convegno intende far riflettere su questi aspetti, per diffondere questa cultura, restituendo anche le esperienze che si stanno svolgendo in regione, per tracciare traiettorie che rispondano ai desiderata delle persone, per superare la soluzione dell’istituto insieme al portato dell’estetica sanitaria, per offrire una casa propria, personalizzabile, in cui la sfera domestica trasmetta una bella atmosfera, una bellezza di cui tutti abbiamo bisogno, con spazi accessibili e mobili e attrezzature fruibili, progettata con la metodologia dell’Universal Design, indicata come risorsa dalla Convenzione ONU per superare le barriere architettoniche e comunicative.
Verranno affrontati i temi seguenti:
- La convenzione ONU e la dignità delle persone con disabilità:
- Diritti alla partecipazione, alla vita indipendente, accessibilità all’ambiente fisico e ai servizi;
- Diritto di scelta di dove e con chi vivere;
- Abitare alternativo all’istituzionalizzazione:
- dimensione relazionale e sociale;
- welfare centrato sui legami;
- libertà di scelta di vita indipendente;
- coabitazione assistita per diversi gradi di bisogni;
- tecnologie domotiche
- sistema di servizi di supporto domestico
- Le politiche della Regione Friuli-Venezia Giulia:
- Evoluzione normativa;
- Sostegno alla domiciliarità;
- Il progetto personalizzato;
- Gli strumenti del FAP e del Budget di salute;
- Esperienze in Friuli-Venezia Giulia
- Sperimentazioni di domiciliarità raccontate dai soggetti gestori.
Moderatore:
Sergio Raimondo Presidente Consulta delle Associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie della Provincia di Pordenone ODV
Interventi:
Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Riccardo Riccardi, Assessore Regione FVG alle alla salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla Protezione civile
Carlo Bolzonello, Presidente III Commissione Permanente Tutela della salute, servizi sociali, alimentazione, previdenza complementare e integrativa, Regione FVG
Ranieri Zuttion, Dirigente della Direzione regionale salute, politiche sociali e disabilità, Regione FVG
Carlo Francescutti, Direzione dei Servizi Sociosanitari Azienda sanitaria Friuli Occidentale
Vincenzo Falabella, Presidente, Federazione Italiana per il Superamento della Handicap
Marco De Palma, Direttore Generale Fondazione ANFFAS “Giulio Locatelli” ONLUS,
Marco Tortul, Presidente Consulta Territoriale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie della provincia di Trieste, Oltre Quella Sedia. La vita che vorrei – percorsi di abitare innovativo costruito a fasi
Giorgio Dannisi, Presidente COPS – Comitato delle Organizzazioni del Privato Sociale. Abitare inclusivo e buone pratiche: un percorso virtuoso per un’autonomia possibile
Davide Del Duca, Direttore Generale Fondazione Bambini e Autismo ONLUS. Un nuovo modello di residenzialità che viene da lontano: l’abitare secondo Fondazione Bambini Autismo
Savina Capuzzello, Presidente Associazione ARTSaM. La Coabitazione Sociale migliora la qualità della Vita nella Salute Mentale.
Emanuela Ragusa, Cooperativa Amico di Trieste,
Vittorino Boem, Associazione Vicini di casa ONLUS